L’opinione del dentista

EDITORIALE

PARODONTOLOGIA AI RAGGI LASER

Non so se avete notato, che da qualche tempo, il marketing dei prodotti per l’igiene orale ha cambiato target, spostando l’attenzione dalla carie alla Parodontite. Seguendo il trend iniziato nei paesi anglosassoni, troviamo oggi per la prima volta in vendita anche in Italia prodotti studiati per far avere gengive sane ai nostri amici cani e gatti. Su questo tema, trovo che le modalità del messaggio pubblicitario siano diventate molto più dirette con l’intento di attirare l’attenzione del pubblico. Il linguaggio pubblicitario si è fatto più “brutale”, quasi di cattivo gusto. Immagini di sangue e di denti che cadono nel lavandino come foglie in Autunno hanno sostituito i classici sorrisi accattivanti di bellezze impossibili e anziani che si baciano e mordono mele verdi nonostante la dentiera. Mentre una maggiore diffusione d’informazioni sulla Parodontite era da tempo auspicata per far prendere coscienza di questa malattia al vasto pubblico, ha però anche portato qualche problema, forse proprio a causa della scarsa qualità delle stesse informazioni diffuse. Sia ben chiaro: l’informazione è uno strumento indispensabile affinché il paziente possa fare una scelta CONSAPEVOLE sulla propria salute. Ciononostante, questa informazione dovrebbe sempre essere VERITIERA e COMPLETA, oltre a mantenersi BILANCIATA nei toni e nelle conclusioni. Per esempio, penso che affermare sui mass-media che l’utilizzo di un certo dentifricio (o colluttorio, o spazzolino elettrico, o…) sia sufficiente per curare la Parodontite sia alquanto forviante, quantomeno per il paziente medio. Sarebbe più onesto diffondere il messaggio che una regolare e minuziosa igiene meccanica, specie interprossimale (spesso eseguibile correttamente solo con nastro interdentale e infinita pazienza), sia fondamentale per la salute gengivale. Ma il nastro interdentale si vende a poco… ed è così difficile da usare! Arrivo così a parlarvi di ATTENDIBILITA’ DELLE FONTI. Oggi, molte persone credono che tutte le informazioni dalle quali siamo quotidianamente bombardati siano attendibili, qualunque sia la fonte (radio, TV, Internet, giornali, riviste, “esperti”, etc.) da cui provengono. Purtroppo, non è così. Oltre a messaggi pubblicitari popolati da un vario universo di sfacciati imbonitori (nel nostro caso maliziose igieniste dentali e improbabili ricercatrici) che hanno il chiaro intento di vendere un prodotto dentale, troviamo reclame più subdole, spesso anche destinate a noi professionisti del settore dentale. Molto attuale a questo proposito è il tema del laser nella terapia parodontale. Ascoltando gli ormai frequenti spot pubblicitari, si può credere che il laser rappresenti la punta di diamante della tecnologia odontoiatrica e la risposta finale della ricerca medica alla Parodontite. Accade così che sempre più pazienti affetti da Parodontite richiedano di essere trattati con apparecchiature laser e che molti considerino il laser quasi una “panacea” per qualsiasi problema alle gengive. Leggendo integralmente (non solo gli “Abstract”!) gli articoli scientifici originali da cui questi messaggi pubblicitari dovrebbero derivare, ci si rende conto di come l’informazione iniziale venga sistematicamente “manipolata” a fini commerciali. Quando parlo di “manipolazione” dell’informazione mi riferisco ad un paio di mie osservazioni: la prima è che, spesso, la semplice OMISSIONE di una parte dell’informazione originale consente di giungere a conclusioni differenti; la seconda che, in Medicina, una conclusione anche solo leggermente differente può portare a una notevole differenza di trattamento. Ma torniamo al nostro laser per la cura della Parodontite e all’analisi stringente delle conclusioni tratte dalle fonti scientifiche originali sull’argomento. Già da una superficiale ricerca su PubMed, appare chiaro come i primi articoli sull’argomento siano comparsi molti anni fa e si siano recentemente moltiplicati, testimonianza di un effettivo interesse da parte della comunità scientifica internazionale (…e delle industrie biomediche!). Andando direttamente alla cima della “piramide dell’evidenza scientifica” (= Revisioni Sistematiche della letteratura contenenti metanalisi di studi clinici controllati randomizzati) appare chiaro come l’evidenza disponibile a proposito del laser nel trattamento della Parodontite sia ancora molto eterogenea e frammentaria. Nei migliori studi pubblicati, il trattamento con il laser è stato sempre usato come un’AGGIUNTA al tradizionale protocollo terapeutico per la cura della Parodontite, a oggi ancora considerato il “gold standard”(= pulizia della superfici radicolari all’interno di un piano di trattamento globale, comprendente terapia causale, terapia correttiva e terapia di mantenimento). I risultati clinici (= livelli clinici di attacco) a breve e lungo termine della terapia aggiuntiva con laser sono del tutto equiparabili a quelli ottenuti con le sole terapie meccaniche tradizionali della Parodontite, quali ablatori a ultrasuoni e curettes. I parametri d’infiammazione gengivale locale sono gli unici ad apparire migliorati dopo l’aggiunta della terapia laser alla sola terapia meccanica (probabilmente a causa dei noti effetti topici del laser, favorenti la riparazione e la proliferazione dei capillari periferici). In conclusione, al momento pubblicizzare la terapia con laser della Parodontite come la soluzione finale del problema mi sembra inesatto o, quantomeno, prematuro. Dovremo aspettare ancora qualche tempo prima che l’evidenza scientifica induca le Società Internazionali di Parodontologia a includere un qualche tipo di terapia laser nei tradizionali protocolli di trattamento per la Parodontite. Dire a un paziente, magari giovane, che per mantenere la sua dentizione sana nel tempo dovrà impegnarsi per tutta la vita in una pulizia interprossimale meticolosa è sicuramente difficile; promettergli una rapida e sicura guarigione grazie a (costose) metodiche terapeutiche dal nome esotico e affascinante mi sembra scorretto. Quando si parla di salute, uno slogan pubblicitario azzeccato non dovrebbe mai ottenere più ascolto della ricerca scientifica seria. Così come il profitto economico in campo medico non dovrebbe mai prevalere sull’integrità e sull’onestà intellettuale dei professionisti. Dr.Nicolino Calabrese DDS, MClinDent in Parodontologia, M Perio RCSEd